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ilblogdipaola
pensieri in libertà. senza eccessi.
14 ottobre 2009
Papà e la "morosa"
Ricordo di giovinetta, casualmente rivangato da un amico Blogger, il Lupo, tanto per intenderci.


Siamo intorno alla fine degli anni sessanta, primi settanta.
A quei tempi ero una bambinetta. Eravamo soliti ricevere visite da parte di Tota Velia. Tota, in dialetto piemontese, significa signorina ( zitellona ) anziana. La signorina in questione era vedova da parecchi anni e frequentava, diceva lei, solo per compagnia, il mio caro nonno paterno, anche lui vedovo di lungo corso.
Signora d'altri tempi, mai scomposta, sembre ben pettinata con il suo chignon  raccolto sulla nuca e ben laccato, il suo rossetto rosso vivo Coco Chanel, e l'inebriante profumo di cipria, quella di quei tempi, che se penso bene, ancora sento nell'aria. Aspetto esile, ma carattere da dura donna piemontese, frequentatrice di salotti della Torino dei tempi che furono, come il noto Caffè Baratti, tanto per citarne uno.
Ci teneva a  ribadire di essere solo un'amica del nonno, ma noi, io e mio fratello, malpensanti e perfidi come si può esserlo a quell'età, ci ricamavano sopra, in occasione di ogni sua visita.
La signora d'altri tempi, un giorno, ricevette una telefonata dalla allora Telecom Italia: la Stipel.

Stipel:" Buon giorno signora, volevamo informarLa che non essendoci pervenuto il pagamento dell'ultima bolletta, lei risulta morosa e, pertanto, ci vedremo costretti, perdurando la sua morosità, a tagliarle la linea telefonica".

Tota Velia:" Come si permette, giovanotto, ma con chi crede di parlare Lei? Io sono una signora per bene, stata sempre fedele al mio caro e compianto marito. Informerò gli alti vertici della Stipel, che i suoi dipendenti sono dei maleducati, cafoni e la storia sicuramente non finirà qui, Lei caro giovanotto, sentirà ancora parlare di me".

Dopo la telefonata con la Stipel, Velia parlò subito con mio padre, il quale
udito il problema, scoppiò a ridere e le disse:
"Velia, guarda che ti sbagli. Per morosa, loro intendevano dire debitrice e non la fidanzata di qualcuno". ( maledetto piemontese).

La risposta fu:" Domenico, come al solito, non capisci nulla. Ti hanno preso giro. Io non sono la morosa di nessuno. Ma, poi, in ogni caso, loro come fanno a sapere che io frequento il tuo papà?"

Ancora oggi la ricordo con piacere. Ci vollero mesi a convincerla che si trattava di un equivoco, ma probabilmente, morì con  il dubbio di essere controllata dall'azienda telefonica.

Tota Velia, senza volerlo aveva precorso i tempi. A oltre 40 di distanza, visti gli ultimi scandali che hanno riguardato le Telecom, il suo dubbio non era poi così tanto fantascientifico





permalink | inviato da ilblogdipaola il 14/10/2009 alle 15:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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