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pensieri in libertà. senza eccessi.
17 giugno 2009
Modalità per sbattezzarsi
Praticamente tutti i bambini da piccoli, appena nati, ricevono il battesimo. Ma come fare se da grandi si decide di non volere piu’ abbracciare la fede cattolica? Cosa fare se si e’ atei e non si vuole far parte della Chiesa Cattolica, ingresso che avviene proprio con il battesimo? Ecco come ci si puo’ sbattezzare


A Milano la tendenza e’ ormai tracciata: e’ boom di richieste di sbattezzo, per non far parte piu’ della Chiesa Cattolica. Pensate che nel 2008 le richieste sono state 200, mentre sono state altrettante nei primi mesi del 2009, fino a maggio. Davvero una nuova moda per chi non crede.
 
A dirci come sbattezzarsi e’ l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti. Con questa pratica si chiede di abbandonare la propria religione di appartenza. Monsignor Luigi Manganini ci spiega che parlare di sbattezzo non e’ proprio corretto: “E‘ del tutto fuori luogo parlare di sbattezzo dato che il battesimo e’ un sacramento irreversibile per chi crede, che non puo’ essere cancellato in alcun modo. Di fronte alla richiesta esplicita chi vuole sia attestato il suo abbandono della fede cattolica, la Chiesa si limita a segnalare questa volonta’ nel registro dov’era stato trascritto l’atto di battesimo“.
 
Il prelato poi continua: “Per prima cosa invitiamo il parroco a parlare con la persona che ha chiesto la cancellazione. Se poi questa insiste, cerchiamo di convocarla noi per un colloquio. Ma non vengono quasi mai. Si tratta infatti solitamente di persone molto determinate. Si prepara allora un documento della curia con il quale si autorizza il parroco che conserva il registro di battesimo a trascrivere la volonta’ espressa dal soggetto“.
 
Cosa viene scritto nella stessa pagina dove e’ stato registrato il battesimo? Ecco la frase: il signor tal dei tali “ha notoriamente abbandonato la fede cattolica“. Se poi si decide di riabbracciare la fede cattolica, si puo’ sempre fare…

L’APOSTASIA

Lo sbattezzo, visto dalla parte della Chiesa, si chiama apostasìa. Se da un punto di vista dottrinale è un peccato mortale, per il diritto penale della Chiesa, applicabile a tutti i battezzati, rappresenta invece un «delitto» (Codice di diritto canonico, can. 1041).

Ne consegue che, per la Chiesa cattolica, chi si proclama ateo e agnostico, anche se non si sbattezza, è da considerarsi un apostata, e pertanto soggetto alla scomunica latae sententiae (can. 1364), un tipo di provvedimento canonico che si applica automaticamente, anche se la Chiesa non è al corrente del “delitto” commesso (lo stesso provvedimento comminato dal codice, per esempio, alla fattispecie di aborto volontario).

Le conseguenze dell’apostasia e della relativa scomunica sono:

  • esclusione dai sacramenti;
  • privazione delle esequie ecclesiastiche in assenza di segni di pentimento;
  • esclusione dall’incarico di padrino o madrina per battesimo e confermazione;
  • necessità della licenza del vescovo per l’ammissione al matrimonio canonico.

Fatevi un giro su UAAR. Molto interessante

Saluti



permalink | inviato da ilblogdipaola il 17/6/2009 alle 16:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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